4 Febbraio 2002 Quello è il giorno in cui tutto è iniziato. Un risveglio forzato, sei ancora piccolo, sei ancora dannatamente piccolo...

Febbraio 2002. Il Primo Buio Febbraio 2002. Il Primo Buio

Febbraio 2002. Il Primo Buio

Febbraio 2002. Il Primo Buio

normal hero by iaki pedersen


4 Febbraio 2002

Quello è il giorno in cui tutto è iniziato. Un risveglio forzato, sei ancora piccolo, sei ancora dannatamente piccolo. Più piccolo di te c'è solo quel fottutissimo paese. Un folletto di luce. Sei questo. Acceso da sogni e dalla determinazione di stravolgere il mondo. Non sei insignificante né trasparente. Sei intelligente, sagace. A scuola non hai rivali e l'empatia ti permette di capire giusto un momento prima degli altri quello che sta per succedere. Tu non lo sai ancora ma piaci perché, nonostante tutto, la tua diversità li fa sentire meglio. Loro normali, tu ..

Nella borsa butti le scarpette nere, i pantaloncini, gli elastici e l'asciugamano. Il coniglietto muto. Danzare è lasciare il suolo per trovare una vertigine. Il senso, il motivo per il quale sei nato. Rifletti, guardi, scrivi tratti di te nello spazio. Il tuo corpo che risponde solo quando sei tra sbarre e parquet. Il tuo corpo pulsa, trova la linfa solo lì. Solo lì e nella solitudine di un angolo di camera tua. Hit me, one more time.

E arriva quel momento, quello in cui i passi sono incessanti e la tua testa non gli sta dietro. Cadi. Per terra i pezzi da raccogliere, sparsi come schegge folli. Vorresti alzarti, ma un urlo sordo ti pervade. Questa volta non c'è nessuna possibilità. Nessuna mano, solo spalle voltate, è tempo di chiudere gli occhi. Steso sul letto della clinica senti un ronzio: questa è la fine di un viaggio. Dopo un volo si tocca sempre terra.

Un circolo impazzito e distruttivo. Fermo sul posto, una trottola che scava e cerca di sprofondare. Nessun timore nel mostrare i lividi delle sconfitte. A mancarmi è stato quel volo senza paracadute, l'ebbrezza della follia. La paura che percorre ogni disco della schiena, dentro le costole pizzica. Dolore che brucia nel petto, che sale alla testa. Nessuna lacrima è così coraggiosa, nessuna lacrima può spegnere questo fuoco che avanza impertinente.

L'incanto finisce quando ti abbozzoli di nero. Mangi fino a scoppiare, fino a trovare il modo per saziare quel vuoto. Prima o poi il burrone, la frana ti travolgerà. Sotto le macerie senza fiato a respirare polvere. Quieto, arreso. Al sicuro. Quello è il giorno in cui tutto è iniziato. L'autodistruzione. Arrenditi corpo tu non esisti più. Ti ripongo in un angolo perché vederti mi fa male, perché voglio essere ombra. Perché Icaro si è bruciato e senza ali non sa più che percorso seguire. 

Oggi il folletto di luce è ombra, si è svegliato bruscamente.

 
musica consigliata: Chet Baker - Almost blue